I fiori del male – Spleen e ideale

Tutta intera
 
Nella mia stanza, lassù, il Demonio
stamane è venuto a trovarmi
e, cercando di cogliermi in fallo:
"Vorrei proprio sapere – diceva-
 
fra tutte le cose belle
che fanno il suo incanto,
fra quei cantucci rosa e neri
che formano il suo corpo seducente,
 
il più dolce qual è". – Anima mia!
all’Aborrito così rispondesti:
"Tutto in lei è solo dittamo,
perciò non c’è niente da preferire.
 
Poichè tutto mi rapisce, non so
se mi seduce qualcosa.
Abbagliante come l’Aurora
come lòa Notte lei ci consola;
 
e troppo squisita è l’armonia
che regna in quel bel corpo,
perchè un’analisi impotente
ne rilevi i numerosi accordi.
 
O metamorfosi mistica
di tutti i sensi confusi in uno!
Si fa musica il suo fiato,
la sua voce è profumo!"
 
 
La bellezza
 
Come un sogno di pietra sono bella, o mortali!
E il mio seno che ciascuno a turno ha sfinito,
è fatto, come la materia, per incutere
al poeta un amore muto e immortale.
 
Sfinge incompresa nel trono siedo dell’azzurro;
candore di cigno a cuore di neve in me si unisce;
odio il movimento che scompone le linee,
e mai lacrima o riso increspa il mio viso.
 
Voglio ispirarmi a più fieri monumenti: così i poeti
vedendomi in magniloquenti atteggiamenti,
trascorreranno i loro giorni in studi austeri;
 
puri specchi posseggo ad ammaliare amanti
così docili, specchi che più bella fanno ogni cosa:
i miei occhi, grandi occhi di splendori eterni.
 
Charles Baudelaire
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